GOSSIP: TROPPI RITOCCHI E GLI SPONSOR ABBANDONANO GEORGE CLOONEY
Milano, 20 dicembre 2011- Il mondo del cinema è spietato, si sa, ma forse ancora di più lo è quello della pubblicità. Sembra, infatti, giunta al capolinea la carriera di testimonial del pluriosannato attore hollywoodiano George Clooney. Il motivo? Troppi ritocchi e troppe visite dal chirurgo: dalla blefaroplastica al lifting, l’elenco degli interventi di chirurgia a cui si sarebbe sottoposto l’ormai non più giovane attore, documentate da vari giornali e ammessi dallo stesso George, sarebbero degni della più vanitosa collega di sesso femminile.
Non è forse vero che un divo troppo rifatto non ha, forse, più le caratteristiche per incantare milioni di donne innamorate? E così, negli ultimi mesi, ci sarebbe stato un boom di defezioni da parte di note aziende internazionali a cui il bel George prestava il volto come testimonial.
Quella che di più sta facendo discutere è stata senza dubbio la repentina sostituzione dell’attore con il più giovane, e fino ad ora sconosciuto, Yurj Buzzi. Il nuovo testimonial della campagna internazionale di Martini ‘Luck is an attitude’ è un giovane attore italiano che arriva da Vigevano ed è parso ai geni della pubblicità che lo hanno scelto a seguito di un selezionatissimo casting la perfetta sintesi del nuovo modello maschile desiderato dalle donne.
Ma Martini non sarebbe la sola azienda ad aver scelto questa linea: anche altre aziende avrebbero abbandonato George e, come se non bastasse, la stampa internazionale non smette di attaccare l’attore per via dell’eccessivo ricorso ai ritocchi estetici. Per fare un altro esempio un’altra azienda torinese, la Fiat, aveva già deciso di sostituire il bel George, protagonista nel 2007 della campagna di lancio della Fiat Idea.
Secondo la rivista gossip Star magazine Clooney si sarebbe sottoposto ad un intervento per ridurre le occhiaie tanto che le zampe di gallina sono meno pronunciate. Accusato anche di diversi trattamenti al botox, come confermano occhi esperti di chirurghi interpellati in tutto il mondo (come il Dr. Anthony Youn, il Dr. Richard Fleming, il nostrano Dr. Marco Viganò, etc.
Non a caso la denuncia della nota cantante Kylie Minogue che, proprio in questi giorni, si sarebbe scagliata ferocemente su Clooney, facendo parlare tutta la stampa internazionale: “Come mai George Clooney si è rifatto gli occhi e nessuno ha detto una parola? Invece se lo fa un’attrice sono tutti lì a parlarne per mesi. Non è giusto“. E’ quanto dichiarato dalla cantante proprio in un’intervista a Vanity Fair in risposta al fatto che qualcuno, commentando le sue foto, avrebbe detto che non riusciva più nemmeno a muovere la faccia per colpa del botox.
Secondo i soliti pettegoli gli anni passano e non solo per le donne ma anche per gli uomini belli e famosi. Del resto di defenestrazioni per limiti di età e per eccessi di botox sono pienissime le cronache: negli anni novanta fece scalpore ad esempio il caso di Isabella Rossellini licenziata dalla casa cosmetica francese Lancome a cui seguirono il licenziamento della patita di botox Nicole Kidman dalla pubblicità di uno dei profumi più famosi al mondo: Chanel N.5. Caso al maschile quello di un ormai ‘maturo’ Marlon Brando che fu presto sostituito anche a causa degli scarsi risultati della campagna Telecom a cui nel 2000 aveva prestato il proprio volto.
Già in passato Clooney era stato interpellato in merito alla chirurgia e, con il suo solito sarcasmo, di fronte alle domande sul suo aspetto aveva replicato al Daily Mail con una battuta: “E’ in parte dovuto a un sacco di drink e a molte droghe”. Occasionalmente George ha parlato di chirurgia in passato ma siccome è noto per essere un burlone, è difficile capire se stesse o meno scherzando.
In un’intervista due anni fa ha ammesso di aver rifatto gli occhi: “Ho rifatto gli occhi. Puoi dirlo? Penso che sia importante sembrar sveglio”.
Il giovane erede Yurj Buzzi, ormai noto grazie alla programmazione del nuovo spot su tutte le reti televisive, in merito all’accantonamento di Clooney dovuto all’eccesso di bisturi, avrebbe dichiarato che non sarebbe certo la vecchiaia di un mito del cinema il motivo di questa improvvisa nuova filosofia di Martini. L’azienda torinese avrebbe deciso di puntare su un target di giovani sempre più intraprendenti e, per questo, avrebbe pensato di utilizzare un ragazzo pulito e privo di ‘scheletri nell’armadio’ al fine di lanciare un nuovo volto nel mondo dello spettacolo.
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