Lo sfogo di Lucio Presta

Scritto da Michela | 13 luglio, 2011 10:14

Lucio Presta ha rilasciato un’intervista al settimanale “A” e si sfoga  soprattutto dopo che la Rai ha fatto fuori la donna che ama Paola Perego, togliendola dai palinsesti di Viale Mazzini.«Ho pagato i miei no nel modo peggiore. Per punire me, hanno deciso di punire la donna che amo e che voglio sposare… Ma fatemelo dire, un atto così si può bollare con una sola parola: meschino».

Alla domanda  sul mancato rinnovo alla Perego dice: «Il rinnovo era stato chiesto dal direttore di RaiUno Mauro Mazza, messo nero su bianco, in una lettera. Be’, quella lettera non è nemmeno stata presa in considerazione da chi sarebbe diventato direttore generale e che allora era la persona che si occupava dei contratti. Inoltre sono vent’anni che lavoro in modo assai professionale e con ottimi risultati… Ci penserà la loro storia, a punirli. È stato un gesto così vigliacco che non c’è nemmeno bisogno di rincorrerli. Inciamperanno da soli».


«La Rai non è un orticello personale. È la storia del Paese. È l’impegno del Paese, il costume del Paese. Chi lavora in Rai deve parlare all’Italia come se parlasse a un figlio: con lo stesso amore, lo stesso senso di responsabilità. Deve sottrarsi alle pressioni della politica, deve cercare la verità e invece…. La politica si è completamente impossessata dell’azienda. Hanno ingessato tutto. Ma ora basta: la politica dia l’esempio e si allontani. Sì, faccia un passo indietro e lo faccia in fretta».
Poi tanti giudizi sui singoli: Roberto Benigni è Pelè, Maradona e Messi insieme. E’ un genio assoluto; inarrivabile. E Santoro? A parte il pubblico, nessuno lo vuole in onda. Chissà, magari credono di esserci riusciti : e anche questo dovrebbe essere un motivo di riflessione.  Maria De Filippi: è brava, con lei ho un rapporto personale importante. Di grande lealtà, di grande sincerità: ci vediamo e stiamo bene».

L’ultima pensiero è per Pippo Baudo: « Meno male che c’è ancora lui. La memoria è fondamentale per il nostro mestiere e per il nostro Paese. Guai a non avere memoria. Pippo ha fatto cose straordinarie. Io, da Pippo, ho imparato molto».

 

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